Festival Internazionale del Film di Rma(Mariangiola Castrovilli) - Quello che ogni volta ti sorprende dei fratelli Coen è l’assoluta e totale genialità con cui sono capaci di A Serious Manraccontare quello che gli passa per la testa come hanno fatto finora per 13 film,  confrontandosi qui nel 14° con il loro cotè personale raccontando in A serious man - il più sulfureo dei loro lavori - la comunità ebrea americana del Midwest dove sono cresciuti. Preceduto da un prologo in yiddish che ti lascia subito spiazzato il dubbio successivo che ti si pone è se la pazienza di Giobbe, applicata a Larry Gopnik (un bravissimo e convincente Michael Stuhlbarg), sia davvero infinita.


A Serious ManSi perché al povero Larry ne capitano proprio di tutti i colori, dove l’assurdo diventato quotidiano lo bersaglia continuamente con una girandola di calamità da spingerlo ineluttabilmente alla deriva. Il cahier de doléances inizia con il tentativo di uno studente che cerca prima con la corruzione e poi con minacce e ritorsioni di farsi cancellare un brutto voto. Continua con una moglie che A Serious Maninnamorata di un collega di Larry, puntigliosamente gli chiede il divorzio perché l’altro è più ‘mensch’ anche se non dotato di particolare appeal.
 
Lo spedisce così a vivere in un motel, ingiungendogli di portarsi dietro anche quel perdigiorno pazzo di suo fratello che dorme sul divano. Passando ai soldi anche lì il prof è messo male. Il  figlio glieli ruba per comprarsi gli spinelli e la figlia A Serious Manper rifarsi il naso. Non gli resta che consultare 3 rabbini da cui però non caverà nulla. Il prosieguo è da vedere perché raccontato con lo stile ineguagliabile dei Coen, dove nulla è affidato al caso e dove in ogni scena, potente concentrato di sarcasmo ed ironia, sembra che il mondo stia per crollare minacciosamente sulla testa del povero Larry.

A Serious Man«Nulla di personale o di autobiografico, salvo il Midwest e la comunità in cui siamo cresciuti», esordisce Joel  che subito passa la palla ad Ethan che completa ogni frase e viceversa «e Larry è un personaggio completamente inventato anche se risente l’influsso di chi avevamo accanto da piccoli».
 
A Serious ManAvete pensato a Giobbe, nel raccontare Larry? «No. Ci sono delle similitudini ma in Giobbe viene messa in discussione la sua fede in Dio, in A Serious Man semplicemente il suo status quo». Con  un film dallo humour così sulfureo, non avete temuto la reazione della comunità ebraica? «Finora è tutto tranquillo. Gli ebrei ortodossi molto religiosi generalmente non vanno al cinema. Temevamo qualche reazione negativa in America dove il film è uscito da qualche settimana ed invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel constatare che l’hanno preso bene».

A Serious ManQuanto vi ha influenzato il cinema europeo? «E’ difficile essere specifici» risponde Joel «perché è ovvio che abbiamo preso da tutti quei film, compresi quelli europei che vedevamo da ragazzini» e Ethan aggiunge «quest’ultimo però era un esercizio di stile, di cui ci premeva soprattutto raccontare personaggi e ambienti specifici cioè la comunità A Serious Manebraica del Midwest, dove siamo cresciuti».



A serious man uscirà in Italia il 4 dicembre con Medusa, e come sottolinea il suo amministratore delegato Giampaolo Letta  «sarà il nostro film di Natale».




A Serious Man


Last Updated (Saturday, 24 October 2009 13:43)