Per non dimenticare
UNA STORIA D’ALTRI TEMPI: Giuseppe Volpini, “il Postino con la mantella”.Per raccontare la storia di un uomo speciale, è necessario partire da un luogo molto speciale, la città di Tarquinia in provincia di Viterbo.
Sarà stata forse la sua morfologia (che la vede ubicata su un'altura in posizione panoramica rispetto al mare antistante, affacciata sulla valle del fiume Marta), o l'ideale localizzazione geografica che la pone vicina ad alcune delle più belle città d'arte italiane (come Roma, Siena, Firenze, Pisa, Perugia, Rieti), rendendola meta di un turismo privilegiato che spazia nell'arco di 3000 anni di storia (testimoniata dalla presenza di preziosi reperti archeologici); oppure sarà stata la sua particolare conformazione di riserva naturale nella campagna maremmana, e la vicinanza ai monti della Tolfa ed ai Cimini, ad aver ispirato l'opera e la passione del protagonista della nostra storia, che affonda le sue radici agli albori del secolo scorso?
Fu il primo portalettere della sua città a partire dal lontano 1909, fino agli anni della sua meritata pensione cui giunse nel 1953. Last Updated (Saturday, 22 October 2011 12:43) Celebrazione del "Giono della Memoria" al Quirinale« RICORDARE . . . Last Updated (Thursday, 28 January 2010 00:44) IL MURO DI BERLINO... vent’anni dopo
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C’è un libro di Storia che non è stato mai scritto: quello che ricostruisce, analizza e ricorda, nel loro insieme, eventi e personaggi legati ai microcosmi territoriali. La somma di tali entità finisce, però, per dare luogo e comporre, in un infinito mosaico, una nazione e, andando oltre, i continenti. L’evolversi di una società, del suo progredire per migliorarsi è senz’altro legato alla perspicacia dei governi ed oggi, sempre più, alle grandi e globalizzate interconnessioni economiche, anche se, in fondo, tutto pian piano prende forma dalle "piccole quotidianità". E’ in questi spazi angusti, fatti da volontà, sacrifici e difficili concretizzazioni, apparentemente irrilevanti e poste in essere da persone comuni, che nasce la spinta primordiale per la crescita sociale e culturale di una collettività. Qualcuno le chiama le pagine della “Piccola Storia” che strappano solo qualche riga nelle colonne locali dei quotidiani. Vi riportiamo di seguito una di queste vicende che appartiene ad un angolo di questa nostra Italia, dove si ringrazia un amico che non c’è più: un tale “Otello”, uno dei tanti, che con la storia blasonata non ha nulla a che vedere perché nel lavorare e nell’ideare il futuro, per se e per gli altri, era solito rimboccarsi le maniche…



















