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Roma - Convegno L’anziano fragile e la cura ‘al centro’: la medicina e la cultura della complessità ‘attorno’ - Photo Giulio BelmonteQuattro ultrasessantenni, Lina Wertmuller, Elio Pandolfi, Massimo Rendina e Lino Banfi hanno regalato, nel corso de “L’anziano fragile e la cura ‘al centro’: la medicina e la cultura della complessità ‘attorno’ ”, un pomeriggio all’insegna dell’intelligenza e dell’acutezza di spirito. Soddisfatto il professor Giovanni Capobianco presidente di Giano-Onlus e direttore di Geriatria per Acuti del Sant’Eugeno di Roma che ha organizzato questo convegno QUI... PROGRAMMA CONVEGNOin cui primari, medici, politici, volontari e personaggi dello spettacolo hanno raccontato il loro punto di vista attorno al fragile universo della terza età.

(Mariangiola Castrovilli) - Giano il mitico dio bifronte custode dell’universo a cui i romani si rivolgevano in preghiera prima di intraprendere qualsiasi cosa perché protettore del concepimento e della nascita di ogni attività aprendo infatti le porte verso la direzione giusta. A Giano ed alla storia remota delle persone si ispira Giano-Onlus, l’Associazione di medici, assistenti sociali, psicologi, fisioterapisti capitanati dal professor Giovanni Capobianco, un team di persone che le dedicano una parte del loro tempo libero fortemente convinti che l’invecchiamento non si identifichi esclusivamente con la dipendenza e la fragilità, rappresentando invece un’opportunità e una risorsa.


Certo, che la fragilità esista negli anziani è nell’ordine naturale delle cose e l’Associazione si propone oltre ad occuparsene direttamente con interventi di sostegno sociale, di aiuto sanitario, prevenzione delle disabilità, buone pratiche assistenziali e mettendo a disposizione tutta la loro esperienza per aiutare ultrasessantenni ed i loro familiari che si trovano i difficoltà.

Prof. Giovanni Capobianco - Photo Giulio BelmonteMa non solo. Il Professor Capobianco, primario di geriatria presso l’Ospedale Sant’Eugenio di Roma è il presidente della Giano-Onlus e con il suo team sostiene una crescita culturale che metta insieme presente e futuro, vecchio e giovane attraverso l’incontro ravvicinato tra esperienza pedagogica e geragogica.
L’anziano così stimato e rispettato nella cultura orientale, oltre che tra gli antichi greci e romani lungi dall’essere qualcosa da rottamare può invece offrire il prezioso tesoro di una grande esperienza e di una solida cultura conquistata in tempi in cui comprarsi i titoli di studio non era neanche… auspicabile.

Importante poi è il recupero della ‘memorie delle esperienze’ per la crescita culturale dei più giovani. Il conflitto generazionale secondo l’immaginario collettivo internazionale è qualcosa che nulla ha a che vedere con la realtà, perché l’invecchiamento della popolazione non costituisce affatto un impedimento all’affermazione e alla promozione delle nuove generazioni ma rappresenta invece la straordinaria occasione di una ‘nuova alleanza’ per il futuro. Anche perché i giovani di oggi saranno i vecchi di domani …

Aula Mancini presso la Direzione Generale dell’INPS - sede del convegno - Photo Giulio BelmonteEd ecco allora l’Associazione promuovere la cultura dell’invecchiamento con tutta una gamma di espressioni artistiche nelle arti figurative, nel cinema, nel teatro e nella moda, basti pensare all’ultra ottantenne Maestro Fausto Sarli, autore nei giorni scorsi di una collezione d’Alta Moda primavera-estate terminata con una lunghissima standing ovation.

Questo uno degli argomenti dell’interessante convegno “L’anziano fragile e la cura ‘al centro’: la medicina e la cultura della complessità ‘attorno’ ” che si sta svolgendo in questi giorni nell’Aula Magna della direzione generale dell’INPS a Roma. Ed ecco allora a testimoniare l’invecchiamento di successo Lina Wertmuller, Lino Banfi, Elio Pandolfi ed il Presidente dell’Associazione dei Partigiani Italiani Massimo Rendina coordinati dal giornalista televisivo Franco di Mare che entra in argomento con una notizie di pochi giorni fa e cioè che lo stile di vita e l’alimentazione fanno sì che l’età biologica di un cinquantenne sia oggi di 35 anni.

Lina Wertmuller - Photo Giulio BelmonteTutti conoscono Lina Wertmuller, splendida 82enne con quattro candidature all’Oscar, una bravura imbarazzante ed uno spirito scanzonato a cui presta da sempre un sorriso solare «La cultura classica vuole che nella vecchiaia ci sia saggezza. Negli Usa invece la filosofia di vita ruota solo attorno ai giovani e mette da parte gli anziani. Qui siamo tanti» continua ridendo la regista «ed i giovani potrebbero ammazzarci tutti. Noi abbiamo avuto la fortuna di fare il grande cinema. Adesso largo ai giovani ma ‘fatece vedè’ come si dice a Roma senza però metterci da parte. Monicelli per esempio due anni fa ha firmato un film bellissimo e ne sta certamente preparando altri. Personalmente ho progetti fino a 150 anni…».

Elio Pandolfi - Photo Giulio BelmonteElio Pandolfi ha lo spirito di un ragazzino e la sua terza giovinezza la deve, come lui stesso conferma intanto ad un amore incondizionato per il lavoro e la scoperta abbastanza recente che la passione della sua vita era la musica. Dopo tanto teatro, cinema, radio e televisione ecco la folgorazione sulla via di Damasco, la musica in tutte le sue forme. Il suo rimanere giovane lo attribuisce al teatro «a questa continua osmosi con i giovani che ci fa sentire vivi, soprattutto in scena. Ringrazio Dio per avermi dato questa memoria eccezionale. Non voglio perdere tempo. A giugno avrò 84 anni ed ho un impegno importante al Massimo di Palermo per il 2011. Non voglio perdere colpi e non li perdo. A casa uso il computer e a luglio reciterò in una lingua che non conosco, ma fin da quando mi sveglio al mattino comincio a parlare in inglese, anche per rispondere al telefono». E tanto per darci una prova della sua straordinaria memoria ci recita da par suo Sant’Agostino e la sua spiegazione del tempo.

Massimo Rendina - Photo Giulio BelmonteMassimo Rendina ha 91 anni ed un cervello che non dorme mai. E’ stato il primo direttore del Tg italiano, direttore della Rai, ha messo in piedi Rai Corporation, la Tv a colori, Televideo, scritto libri e saggi . La sua storia personale umana e politica è straordinaria. E’ stato partigiano ed è Presidente dell’Associazione Partigiani. Amico personale di tre Papi è anche lui dotato di una memoria formidabile. «Ho avuto una vita molto intensa ed interessante» esordisce Rendina sorridendo «attraversando il secolo scorso in molte occasioni. Alla mi aetà si riconsidera il proprio passato. Io di vite ne ho vissute due. Una nelle Valli di Lanzo quando facevo il partigiano ed ero convinto che la mia vita sarebbe finita lì. Ringrazio il Signore di avermi dato invece un’altra opportunità. Ho incontrato tante persone, ma quello a cui sono più affezionato con la memoria è Aldo Moro con cui ho passato molto tempo. Alla mia età ho voglia di mettere su un gruppo di antropologia sociale per capire i ragazzi che cercano nello studio la loro strada ma che rifiutano i partiti. Io sono nella quinta età e noi possiamo ancora offrire qualcosa e non parlo solo dell’esperienza ma anche della solidarietà come nel secolo scorso dove ogni uomo si riconosceva nell’altro».

Lino Banfi e il Prof. Giovanni Capobianco - Photo Giulio BelmonteLino Banfi lo conoscono tutti, splendido attore e non solo comico che adesso da quando alcuni giorni fa uscì il suo necrologio sul web, si fa chiamare Lazzaro e dice che è rinato… lui è il più giovane della compagnia infatti di anni ne ha solo 74 e ci ricorda i suoi trascorsi da giovane attore squattrinato a Milano, al punto da farsi togliere le tonsille per passare alcune notti al caldo e avere qualche pasto assicurato. Ambasciatore dell’Unicef è riuscito grazie alla sua comicità e senza parlare una sola parola della loro lingua a coinvolgere facendoli ridere bambini africani il cui sorriso era sparito da troppo tempo.
La domanda che pone ai geriatri del convegno è «quando si diventa vecchi?». Perché non fare una scuola presenilità, perché non c’è un segnale specifico che ci avverta… Fino a 20/30 anni fa la gerontologia era lo studio dell’invecchiamento, adesso ci hanno aggiunto… cellulare, che niente ha a che vedere con la telefonia mobile… Allora, dai 45 ai 60 siamo in zona presenilità, dai 60 ai 70 senescenza graduale, dai 70 ai 90 vecchiaia conclamata, dai 90 in su Rendina… docet.

un momento del convegno - Photo Giulio BelmonteQuattro ultrasessantenni che ci hanno regalato un pomeriggio all’insegna dell’intelligenza e dell’acutezza di spirito. Soddisfatto il professor Giovanni Capobianco presidente di Giano-Onlus e direttore di Geriatria per Acuti del Sant’Eugeno che ha organizzato questo convegno in cui primari, medici, politici, volontari e personaggi dello spettacolo hanno raccontato il loro punto di vista attorno al fragile universo della terza età. Universo che a ben guardare così fragile poi non è. Orgoglioso soprattutto dei risultati raggiunti con la sua equipe del Sant’Eugeno per aver dimesso in buone condizioni l’84% di anziani ricoverati, «un modello da esportare» dice il professore «perché è molto raro per gli anziani quando escono dagli ospedali, se ne escono, aver guadagnato in autonomia».



“ L’anziano fragile e la cura  ‘al centro’:
la medicina e la cultura della complessità ‘attorno’ ”

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