C’è un libro di Storia che non è stato mai scritto: quello che ricostruisce, analizza e ricorda, nel loro insieme, eventi e personaggi legati ai microcosmi territoriali. La somma di tali entità finisce, però, per dare luogo e comporre, in un infinito mosaico, una nazione e, andando oltre, i continenti. L’evolversi di una società, del suo progredire per migliorarsi è senz’altro legato alla perspicacia dei governi ed oggi, sempre più, alle grandi e globalizzate interconnessioni economiche, anche se, in fondo, tutto pian piano prende forma dalle "piccole quotidianità". E’ in questi spazi angusti, fatti da volontà, sacrifici e difficili concretizzazioni, apparentemente irrilevanti e poste in essere da persone comuni, che nasce la spinta primordiale per la crescita sociale e culturale di una collettività. Qualcuno le chiama le pagine della “Piccola Storia” che strappano solo qualche riga nelle colonne locali dei quotidiani. Vi riportiamo di seguito una di queste vicende che appartiene ad un angolo di questa nostra Italia, dove si ringrazia un amico che non c’è più: un tale “Otello”, uno dei tanti, che con la storia blasonata non ha nulla a che vedere perché nel lavorare e nell’ideare il futuro, per se e per gli altri, era solito rimboccarsi le maniche…