(Marco Carra) - Domenica 29 agosto, nella città di Viterbo, si è svolta l’ultima serata della quarta edizione del JazzUp Festival che, come tradizione, è stata organizzata in collaborazione con l’Est Film Festival di Montefiascone.
Protagonista dell'incontro è stato il regista Pupi Avati che ha raccontato un po’ di se attraverso le sequenze di alcuni suoi film e le reinterpretazioni in chiave jazz di musiche tratte dalle stesse, eseguite con estrema maestria dal duo Alessandro Bravo (pianoforte) e Aldo Bassi (tromba).
Il dibattito, moderato dalla direzione artistica dell’Est Film Festival (Glauco Almonte e Riccardo Rizzo), ha fatto emergere, più che il lato professionale, che tutti conosciamo, il lato umano del grande regista italiano.
Pupi Avati ha voluto raccontare la sua vita attraverso il cinema e la musica e, il ritratto che ne è emerso, è stato quello di un uomo come tanti, che ha cercato di inseguire il suo sogno, quello di suonare il jazz, ma quando si è reso conto di non poterlo realizzare, ha capito che non era finita, ma che semplicemente, quello, era il sogno sbagliato.